Outsider

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OUTSIDER

Mi accade spesso che una parola mi evochi emozioni, in questo caso una sorta di entusiasmo…il termine che oggi mi gira per la testa è OUTSIDER. Letteralmente significa stare fuori ai margini..

Allora quando, in un periodo come questo, non mi ritrovo in una società che vorrebbe che tutti la pensassimo allo stesso modo o facessimo le stesse scelte, oppure quando nel mio piccolo, mi sento esclusa perché decido di seguire ciò che sente il mio cuore senza cercare a tutti i costi di essere accettata, mi arriva in soccorso questa parola.

Gli inglesi la usano per definire quelle persone che, in modo inaspettato e con poche chance iniziali, eccellono in determinate situazioni. La solitudine a quel punto diventa qualcosa di creativo o meglio che mi spinge a creare un nuovo punto di partenza al quale affacciarsi con curiosità.

Il periodo storico che stiamo vivendo ha portato e continua a portare con se tantissimi episodi legati all’esclusione. Mi è capitato proprio qualche tempo fa di essere tagliata fuori da un corso di teatro a cui tenevo e che sarebbe iniziato Febbraio e di sentirmi dire che quando cambieranno le cose dall’alto sarò ricontattata. La sensazione inizialmente non è stata piacevole, ma poi sono stata felice di aver risposto che tante persone come me, quando le cose cambieranno, non avranno più alcun interesse ad essere partecipi di un’attività dalla quale sono stati in principio esclusi.

Immediatamente ho visto l’immagine di me impegnata a fare altro di piacevole e di molto più interessante. Ecco, questo solo pensiero mi ha fornito la chiave: chi è tagliato fuori è ai margini oppure ha un’occasione per rimettersi al centro?

 

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